Intervista a Paolo Monorchio



di Valentina Busiello

Professore Monorchio, vuole presentarsi?

“Nato a Napoli, sono un medico specializzato in Ortopedia. Subito dopo la Laurea ho dedicato gran parte della mia vita a questo lavoro, soprattutto sui bambini. Presto la mia opera all’Ospedale Santobono Pousillipon. Mi sono specializzato al Policlinico vecchio in Ortopedia Pediatrica, un lavoro che mi appassiona, affiancando, in sinergia, l’attività di volontario. Specializzandomi in Terapia del Dolore, ho lavorato per l’Associazione Nazionale Tumori, facendo assistenza domiciliare per moltissimi anni nella città di Napoli per pazienti in stato terminale”.

In Croce Rossa?

Sono ben 12 anni che sono in Croce Rossa Italiana a Napoli, prima da Commissario poi da Presidente, rilanciando un po’ l’Ente, un simbolo importante, conosciuto, ma soprattutto presente in quasi tutti i Paesi del mondo. I suoi principi sono quelli che conciliano l’attività e l’azione dei volontari. L’umanità è l’elemento che contraddistingue la nostra azione quotidiana. È un mondo complesso che in qualche modo a 360° supporta le persone che hanno difficoltà, i vulnerabili, i fragili, in questa fase di pandemia, una fase particolare della nostra vita”.

Un presidente, un medico dal volto umano…

“Non riuscivo a fare solo l’attività di medico. Fondamentalmente, dovevo affiancare un altro tipo di qualità, quella “umana”, ecco perché ho sempre fatto il volontariato. Croce Rossa Italiana, nel mondo si associa all’emergenza al diritto internazionale umanitario che va all’attività di Protezione Civile, a quella con i giovani, all’assistenza agli anziani, ai senza fissa dimora, a tutte le persone che vivono momenti di difficoltà. Vengo da una famiglia che mi ha insegnato che prima le persone e poi il resto”.

Nel particolare momento di pandemia?

“Particolarmente importante è la sensibilità di noi medici”.

 Il lavoro con i bambini?

“Nella mia professione di ortopedico pediatrico è difficile trattare bambini con difficoltà. È importante avere una propensione, una sensibilità innata. Non basta la voglia di aiutare gli altri, ma anche la capacità e la formazione, elementi centrali per tutte le attività”.

La Croce Rossa Italiana di Napoli è composta da una buona squadra di volontari che si muovono in sinergia, ce lo conferma?

“La nostra è una bella squadra di volontari, siamo moltissime persone e ognuno si dedica a un aspetto. C’è un gruppo sociale, un gruppo di emergenze, di sanitari, della formazione, dei giovani. Facciamo prevenzione ed educazione su alcuni temi che toccano punti come le malattie sessualmente trasmissibili, il sesso tra i giovani, l’educazione all’alimentazione, alla sessualità, gli stili di vita sani”.

Il percorso svolto da 12 anni alla testa della Croce Rossa Italiana di Napoli, una bella storia, un bel curriculum.

“Sono stato rieletto a febbraio del 2020. Sto completando un percorso di crescita del Comitato. In Croce Rossa ci sono tanti vari corsi di formazione che vengono svolti. La formazione è un elemento fondamentale, portato avanti con professionalità dai nostri volontari. C’è quello di Primo Soccorso, manovre di primo soccorso che potrebbero salvare la vita a chi è colpito da arresto cardiaco improvviso o arresto respiratorio. La diffusione della conoscenza delle manovre di primo soccorso, rianimazione e defibrillazione in età pediatrica va svolta attraverso la creazione di una “rete formativa” che, attuando il meccanismo “a cascata”, coinvolga progressivamente tutte le figure professionali, adeguatamente addestrate, presenti all’interno della Croce Rossa Italiana, sino ad arrivare alla popolazione generale.
C’è il corso FullD, rianimazione cardiopolmonare con defibrillatore nell’adulto, nel bambino, nel lattante e manovre di disostruzione pediatrica. Il “Progetto Full D” è la nuova offerta formativa che la Croce Rossa Italiana propone in materia di rianimazione cardiopolmonare con l’utilizzo del defibrillatore. Si tratta di un corso intensivo che riunisce la formazione per la rianimazione cardiopolmonare di base con defibrillatore nell’adulto, le manovre di disostruzione pediatrica, e la rianimazione cardiopolmonare di base con defibrillatore nel bambino e nel lattante. La Croce Rossa Italiana ha abbracciato una filosofia di formazione già avvallata in molti paesi europei, dove si è visto che l’insegnamento delle manovre salvavita diventa molto più efficace se concentrato in un unico evento educativo. La concentrazione della formazione, inoltre, permette di abbattere i costi di iscrizione per i partecipanti con l’obbiettivo di raggiungere più persone possibili salvando così più vite umane”.

Un progetto per il futuro?

“Completare questo percorso di crescita della Croce Rossa Italiana di Napoli in un momento associativo. Dobbiamo continuare a rafforzare e a completare la presenza dei volontari CRI nella città di Napoli in particolare verso le persone in cerca di aiuto. C’è una grande difficoltà in alcuni quartieri della città dove esiste un disagio sociale molto forte, e lì bisogna fare rete, sinergia, con l’associazionismo locale, con le parrocchie, le università, tutti insieme per far crescere l’educazione alla cultura diminuendo la criminalità organizzata, le baby gang. Insomma, soprattutto in questo momento di grande difficoltà, far comprendere a quella fascia di cittadini la consapevolezza che c’è un’altra strada rispetto a quella della criminalità.
La speranza che tutti i giovani devono capire è che le scelte occorre farle seguendo anche simboli positivi e non negativi.
Naturalmente, c’è tanto lavoro da fare. Abbiamo uno sportello sociale che stiamo adesso lanciando e che rafforzeremo in questi anni. Uno sportello di ascolto dove seguiamo famiglie, donne, ragazzi in difficoltà. Stiamo per organizzare dei laboratori musicali, e far sì che la cultura sia un elemento importante per l’Associazione. Il progetto “Sportello Sociale”, soprattutto in zone particolari della città di Napoli, può essere un ulteriore momento di crescita e di stimolo per questi ragazzi”.

Pubblicato da: Redazione AZS

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