Intervista al Dottore Claudio Santangelo



di Valentina Busiello

Buongiorno Dottore Santangelo,  come state affrontando nella situazione attuale l’emergenza pandemia da Coronavirus-2019, nel Reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, con  donne in attesa, e bimbi appena nati ?

L’Azienda Ospedaliera Cardarelli sta contribuendo ad affrontare i casi di che necessitano sia di ricovero che di assistenza intensiva mettendo a disposizione ben 48 posti letto  su cui si concentreranno i pazienti affetti da infezione da COVID2  ed a questo scopo sono stati sgomberati  e riconvertiti due Reparti, il reparto in cui operava l’ Ortopedia (trasferitasi al padiglione C ) e la Palazzina M in cui precedentemente si svolgevano le attività’ intramoenia (che ora sono state sospese), questi 2 interi reparti dicevo sono stati completamente trasformati per l’assistenza Covid.

Nel caso specifico  della maternità è stata emanata dalla Regione una normativa che prevede l’assistenza delle gravide affette da infezione da coronavirus 19  presso  una struttura della Federico II per cui in  questo reparto saranno accettate  solo pazienti  Covid positive.

Questo significa per ora non dovrebbero arrivare al Cardarelli gravide COVID 2 positive ma che devono essere dirottate al Policlinico in modo da preservare il Cardarelli per la gestione delle emergenze gravi, per la gestione degli impianti placentari anomali e le gravide ad alta complessità o con parti prematuri.

Purtroppo quando l’onda dei contagi arriverà, non sarà più così facile evitare che arrivi una paziente magari al momento non positiva o magari ‘sospetta’  che poi dopo la risposta del tampone risulti positiva e che bisognerà isolare trasferire, tracciare i contatti per poi  procedere alla sanificazione del Reparto. Queste situazioni creeranno un buco nel sistema di protezione di difficile soluzione organizzativa

A questo scopo noi ci siamo organizzati in modo che la paziente con sintomi (febbre, tosse, disturbi respiratori, etc.) o con anamnesi di contatti stretti con soggetti COVID positivi ,non avendo ancora la certezza della diagnosi, ma essendo solo ‘sospetta’ per aver contratto l’infezione,  debba eseguire subito il tampone e comunque nel caso non fosse trasferibile o rinviabile al proprio domicilio perché in travaglio di parto avanzato o in condizioni cliniche di emergenza e non stabilizzate , comunque dovra’ essere assistita da noi fino a diagnosi con tampone accertato come positivo.

Abbiamo quindi predisposto percorsi separati dalle altre gravide non sospette sia per l’accesso al Reparto, sia per il travaglio di parto e sia per l’espletamento del parto stesso o del taglio cesareo che avverranno in un ambiente separato ove soggiornare con il bimbo in attesa della risposta del tampone.

Ora, ovviamente se il tampone risulterà positivo, si passera’ a tutte le procedure previste, se il tampone e’ negativo, la mamma passerà nel Reparto per la normale degenza. Quindi la paziente, poiché il risultato del tampone potrebbe arrivare anche dopo due giorni potrà fare tutta la degenza presso la nostra struttura, e alla dimissione si provvederà a sanificare quella parte, di percorso separato della paziente Covid.

Per tutto il resto sono attivi gli Ambulatori per le gravidanze ad alto rischio, i controlli per le pazienti che sono in gravidanza,  sono attivi i servizi di ecografia sia di I, che di II livello. Sono attivi tutti gli Ambulatori che riguardano le pazienti Oncologiche.

L’ assistenza proseguirà anche al momento in cui si dovrà per forza di cose, o operare le pazienti oncologiche, o assistere il parto delle pazienti gravide o eseguire un taglio cesareo.

Secondo lei in una paziente gravida affetta dal Covid 2, può essere compromesso il benessere del feto in utero?

Le evidenze scientifiche non ci danno ancora delle certezze, sia perché i dati in letteratura sono discordanti, sia perché gli studi sono stati fatti su campioni numericamente esigui e vanno quindi confermati da studi su un campione più ampio.

Se ci basiamo sulle attuali evidenze scientifiche  sono stati descritti tre casi di neonati in cui c’è stata una trasmissione transplacentare, per cui la trasmissione madre-bambino viene ritenuta un evento estremamente raro, la gravida Covid viene trattata in genere con un taglio cesareo, e ci sono pareri discordanti sull’allattamento, sulla separazione di questa diade madre e bambino. Secondo gli Autori cinesi bisogna separare madre e bambino , mentre sia il Royal College inglese , che le Società Scientifiche Francesi non ritengono che questo sia corretto, ne che il contatto con dispositivi di protezione possa causare dei danni legati all’ allattamento, quindi loro continuano a suggerire che la mamma deve essere in condizioni da accudire il bambino, deve indossare le mascherine e tutti i dispositivi di protezione individuale, ma comunque e’ consentito l’allattamento.

Quante pazienti gravide abbiamo, affette da coronavirus 19, al Cardarelli ?

Attualmente non ne abbiamo. Ci sono stati parti di pazienti Covid positive, una a Castellammare ed  una ad Avellino. Al momento, all’Ospedale Cardarelli non ce ne sono, al Policlinico non mi risulta ancora che ci siano, mentre c’è stato un parto di paziente sospetta COVID 2 che poi al tampone è risultata negativa.

Dottore, un  suo augurio?

Auguriamoci dapprima un calo dei contagi, contemporaneamente un calo della mortalità che sembra più alta di quanto si pensava e quindi che il Sistema Sanitario in particolare al sud regga l’impatto dovuto al picco di contagiosità sia in termini di posti letto, che di materiali e dotazioni di protezione e tecnici come respiratori automatici e quant’altro , che di farmaci e di personale medico infermieristico-OSS  e dei servizi ausiliari e amministrativi. Dobbiamo soprattutto augurarci che il sacrificio di tante vittime sia stato utile a stabilire  un protocollo terapeutico  definitivo e condiviso da poter attuare per poter curare i pazienti, i sintomi e aggredire la malattia.

Quindi se è vero che  tutto il resto della popolazione dovrà venire a contatto con questo nuovo Virus, ci auguriamo che questo avvenga quando si sarà già trovata una cura efficace o ancor di più un vaccino sicuro.

Poi ovvio che sarà tutto più semplice negli anni nel produrre vaccini nuovi, man mano che il Virus muterà, perché come sappiamo come avviene per l’influenza ogni tanto il virus si ripresenta in forme nuove, nella speranza che scompaia del tutto, come sono scomparsi i suoi parenti della SARS e della MERS, che hanno presentato  tassi di mortalità ancora più alti.

I Medici in prima linea impegnati in questa situazione di pandemia, come vivono la situazione sotto l’aspetto psicologico?

Tutti i Medici impegnati in questa situazione di pandemia Coronavirus-Covid19, sono persone che lavorano, che hanno affetti, famiglie, amici e come tutti temono per loro, non sono eroi, sono esseri umani che svolgono un lavoro particolare ed una professione di aiuto, quindi, devono essere abituati a mettersi in gioco per gli altri. Ovviamente hanno paura, se questa parola si puo’ usare, o comunque sono consapevoli della loro fragilità come tutti ma sanno che devono affrontarla, sanno che i pazienti si fidano ed hanno bisogno di loro, e quindi stringono i denti e danno il massimo.

Il personale sanitario e ausiliario chiede solo che ci siano dispositivi di protezione individuale a loro disposizione, e invece  in tutto il Mondo, a dire il vero, non sono cosi’ disponibili,  ma scarseggiano, e chiedono inoltre  semplicemente che si facciano i tamponi a tutti, in modo da evitare che all’improvviso  ci siano delle infezioni dovute al Covid non previste e che, quindi, si ammalino meno medici possibile e che questi poi a loro volta non contagino altre persone. Ci sono Medici che non tornano a casa, hanno preso degli appartamenti per la paura di contagiare i propri familiari, avendo anche bambini piccoli, cioè vivono fuori casa, vedono i propri figli dal balcone, portano solo la spesa a casa, e’ una situazione complessa.

Io ho molte dottoresse che lavorano nel Reparto di Ginecologia, che hanno figli, quindi immagino che tipo di preoccupazione possano avere, oltre che come Medico, anche come genitore.

La difficoltà del Direttore e’ quella di tenere un gruppo sempre motivato, unito, che ci siano chiare norme da impartire, che non si determini confusione, che non ci siano momenti di panico, questa forse e’ la parte più faticosa.

Poi bisogna coordinarsi con le Direzioni, con la Regione, con le disposizioni del Ministero, quindi e’ un lavoro di coordinamento che e’ diventato veramente molto impegnativo e che richiede flessibilità in quanto si svolge in uno scenario che cambia in continuazione.

Devo dire, che la Regione Campania si è mossa a mio parere, meglio di tutte le altre Regioni dell’Italia, perché ha iniziato tempestivamente a prendere  dei provvedimenti molto chiari e decisi. Credo che in questa evenienza sia l’atteggiamento giusto, molto differente rispetto a quello che e’ accaduto in altre Regioni dove ci sono state manifestazioni di  pessimismo, depressione, che secondo me deve essere bandita, non rinunciando a combattere, anche se la battaglia sembra apparentemente persa, specialmente in Lombardia, con maggiore energia.

Credo che dal punto di vista dell’organizzazione generale e anche delle Direzioni Strategiche presenti negli  Ospedali campani , siamo in buone mani, i Medici contrariamente a quanto e’ stato poi riportato erroneamente sono tutti a lavoro.

Al Cardarelli non è vero che ci sono 300 Medici in malattia, come è stato falsamente riportato, bensì ci sono solo 33 medici malati su 739 in servizio , di cui 9 sono caduti sul campo, sono a casa malati di Covid e 6 sono in lunga malattia, quindi il numero e’ veramente esiguo. E’ assolutamente  un numero fisiologico di personale in malattia. Tutti gli altri sono a loro posto e frequentano regolarmente l’Ospedale, con quella che e’ la professionalità del Cardarelli che poi e’ ben nota ai napoletani, l’Ospedale che viene comunemente definito “L’Ospedale di Napoli” che farà il suo lavoro, il suo dovere anche in questa occasione.

 “Quello che ci ha fatto più male, non è tanto la diffusione di una notizia falsa, perché questo può’ capitare  dovunque e capiterà ancora, quanto il fatto  che importanti organi di stampa e televisioni nazionali e locali a notizia ormai smentita ufficialmente e certificata abbiano continuato a diffonderei certe notizie notoriamente false e calunniose, in compenso però abbiamo le spalle forti e andiamo avanti.

Ogni giorno cerco di manifestare la gratitudine da parte dei medici ed infermieri ai tanti giornalisti che coraggiosamente continuano ad informare la gente  perché abbiamo bisogno di voi per poter comunicare quello che succede e cosa bisogna fare e quali sono i comportamenti corretti della popolazione che ci aiutino nel nostro lavoro.

Come cittadino, poi,  penso  sempre come  sarebbe il mondo durante questi giorni di clausura senza una voce che ti informa, il buio assoluto, un incubo. Quindi anche voi date un contributo alla salute della gente, come lo stanno facendo i Medici, e tante persone che svolgono lavori meno appariscenti ma utilissimi  a preservare la vita delle persone.”

Spero che quando tutto sarà finito, perché questo incubo finirà, si cominci a costruire una società più solidale, in cui i bisogni dei deboli, anziani, bambini , malati, poveri, disabili, persone sole siano più al centro dell’attenzione della gente, spero che il Sistema sanitario pubblico e di welfare torni allo splendore di una volta , che questo non sia considerato un peso, ma la base su cui costruire la pace e la serenità futura  di tutti.

Pubblicato da: Redazione AZS

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