Ospedale Santobono Pausilipon. Un’ eccellenza pediatrica



di Valentina Busiello

Parla con noi il Coordinatore dell’area organizzativo-funzionale staff di direzione amministrativa nonché Direttore della UOC Gestione Economico Finanziaria Salvatore Guetta dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono Pausilipon, che costituisce uno dei principali poli nazionali di riferimento nell’assistenza pediatrica sia nel settore dell’emergenza-urgenza che dell’alta complessità e della riabilitazione intensiva. Il Santobono è dotato di oltre 400 posti letto, articolati in 20 differenti discipline esclusivamente dedicate alle cure del neonato e del bambino.

Lo abbiamo incontrato nella sede Amministrativa situata in Via Teresa Ravaschieri (ex Via della Croce Rossa) nel cuore della Riviera di Chiaia della città di Napoli. L’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon riprende nei valori e nello spirito l’opera della fondatrice del primo Ospedale chirurgico per l’infanzia in Italia: la Duchessa Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri ,che nel 1878 fece costruire a Napoli (dedicandolo nel 1890 all’unica figlia scomparsa all’età di 12 anni) sulla Riviera di Chiaia una struttura sanitaria destinata esclusivamente all’infanzia e funzionante fino al 1974. La strada che ha da poco cambiato nome è dedicata alla fondatrice del primo Ospedale Pediatrico Chirurgico d’Italia.

Dottore Guetta, cominciamo dalla sua professione e dal modo con il quale la esercita con tanto cuore e passione. Un accenno alla sua carriera?

“Ho iniziato nel 1987 come Funzionario alla Ragioneria Generale dello Stato, e dal 1992 alla Corte dei Conti. Alla Corte dei conti, tra l’altro, sono stato il promotore del primo processo di informatizzazione di una Sezione Giurisdizionale consentendo, per la prima volta in Italia, di celebrare maxi udienze per smaltire  gli arretrati dei contenziosi in materia pensionistica. Sono dottore commercialista e revisore dei conti. Dal 1/9/2000, e quasi ininterrottamente fino ad oggi, sono Direttore di unità operativa complessa economico finanziaria dapprima all’Azienda Ospedaliera Monaldi, dal 2004 ad inizio 2006 all’Azienda Ospedaliera San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta e dal 1/3/2006 all’Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon. Sono stato contestualmente Direttore Amministrativo all’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon per circa 2 anni dal 2009 al 2012, poi ancora Direttore Amministrativo all’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno negli anni 2014-2015, ed infine all’ASL Napoli 1 Centro dal 2017-2019. Ho collaborato contestualmente con la Struttura Commissariale della Regione Campania ove sono stato, tra l’altro, promotore della costituzione della Commissione fondi per il personale dipendente al fine di consentire l’applicazione di regole omogenee per la costituzione ed il monitoraggio dei fondi contrattuali del personale dipendente della aziende del SSR della Regione Campania e della costituzione della Commissione fondi rischi, della quale tutt’ora ne sono componente, per il monitoraggio, attraverso apposito unico sistema informatico, dei contenziosi e dei fondi rischi di tutte le Aziende del SSR regionale, fondi allo stato di importo superiore al miliardo di euro”.

La sua esperienza al Ruggi di Salerno?

“Al Ruggi di Salerno è stato effettuato un enorme lavoro mettendo in moto una serie di attività ferme da diversi anni, quali la realizzazione di lavori già finanziati (Ad es. il Pronto Soccorso del Ruggi), efficientando tutte le risorse disponibili, aumentando i servizi e riducendo i costi non finalizzati all’assistenza,  adottando quasi tutta la regolamentazione necessaria al funzionamento dell’Azienda ma soprattutto raggiungendo in quegli anni, per la prima volta nella storia del Ruggi, l’equilibrio economico del bilancio aziendale”.

E quella alla ASL Napoli 1 Centro?

“Anche quella della ASL Napoli 1 Centro è stata una esperienza molto forte per la dimensione della struttura, per le enormi criticità esistenti e per l’impegno che ho profuso per ricondurre la gestione amministrativa a canoni di correttezza. A titolo solo esemplificativo ho cercato di dare un grande impulso all’informatizzazione, all’attivazione di procedure di gara scadute da moltissimi anni, alle assunzioni di personale, alla gestione del patrimonio immobiliare fino a quel momento lasciato a se stesso, all’attivazione di servizi per la popolazione, alla riduzione del contenzioso, alla reingegnerizzazione dei processi amministrativi che hanno consentito, tra l’altro, di normalizzare i pagamenti e avere una corretta contabilità”.

Ed all’Azienda Santobono Pausilipon?

“Dopo l’esperienza alla ASL Napoli 1 Centro sono rientrato nella mia Azienda ed alle mie funzione di Direttore della UOC Gestione Economico Finanziaria proprio nel momento in cui si procedeva dopo vent’anni al cambiamento del sistema informatico amministrativo contabile regionale il SIAC. Un nuovo sistema regionale basato sull’applicativo SAP (progetto realizzato con il cofinanziamento dell’Unione europea POR CAMPANIA FESR 2007/2013). SAP è utilizzato in primis dalle grandi aziende e dalle multinazionali e diffusissimo anche nelle srl e nelle spa. Nel mondo delle aziende sanitarie è una novità, e rappresenta un enorme cambiamento organizzativo e culturale ed adeguarsi a tale mondo è stato particolarmente difficile. Il nuovo programma presentava numerosissime criticità, in buona parte in corso di risoluzione grazie all’impegno e disponibilità della Regione, di Soresa e dei colleghi delle altre aziende sanitarie regionali. Dal luglio 2020 sono stato nominato anche Coordinatore dell’area organizzativo-funzionale staff di direzione amministrativa e svolgo di fatto le funzioni di Direttore Amministrativo dal mese di dicembre 2020 nelle more della nomina dello stesso”.

Parliamo del Santobono-Pausilipon uno dei migliori Ospedali Pediatrici che abbiamo in Italia a livello nazionale.

“La missione strategica dell’Azienda è soddisfare i bisogni assistenziali di tutti i cittadini in età pediatrica, garantendo prestazioni di prevenzione cura e riabilitazione efficaci, efficienti e tempestive, erogate nel rispetto della persona ed in condizioni di assoluta sicurezza. L’Azienda, in linea con i più moderni concetti di organizzazione sanitaria, è in questi anni fortemente impegnata nello sviluppo di reti assistenziali ospedaliere e di aree d’integrazione interaziendale ospedale territorio. La realizzazione di tali modelli assistenziali costituisce per l’Azienda una delle più importanti ed impegnative sfide per garantire ai propri assistiti ed alle loro famiglie qualità delle cure e continuità della presa in carico. L’Azienda riesce magnificamente a coniugare, oramai da diversi anni, servizi efficienti ed equilibri economici, finanziari e patrimoniali, garantendo l’ottimale allocazione delle risorse attribuite. L’Azienda dal 2010 si avvale della Fondazione Santobono Pausilipon onlus, partecipata al 50% dall’Azienda e dalla Regione Campania, nata da una idea del Direttore Generale pro tempore e mia.

Dottore Guetta, qual è la mission della Fondazione?

“Consiste nell’affiancare e supportare l’Azienda Ospedaliera pediatrica Santobono Pausilipon di Napoli, eccellenza del Mezzogiorno, nelle attività di assistenza e nello sviluppo di progetti di formazione e ricerca sia in campo nazionale che internazionale. Denominatore comune di tutte le attività della Fondazione è il miglioramento delle cure e della vita in ospedale per i piccoli pazienti e i loro familiari con particolare riferimento alle problematiche sanitarie e a quelle relative ad aspetti socio sanitari e psico-pedagogici.

Progetti futuri?

“La Fondazione è da alcuni anni la prima beneficiaria in Regione Campania delle risorse del 5 per mille superando le 10.000 preferenze nelle dichiarazioni dei redditi nei ns. concittadini nonché è beneficiaria di centinaia di donazioni, lasciti testamentari, devoluzioni in beneficenza di privati cittadini e numerosi personaggi dello sport e dello spettacolo, ai quali tutti vanno i ns. più sentiti ringraziamenti. Tutte le risorse sono destinate all’acquisto di apparecchiature sanitarie per gli Ospedali, a borse di studio, a progetti di ricerca, a titolo esemplificativo il progetto Horizon 2020, a progetti di economia solidale, ed a gestire spazi per l’accoglienza alle famiglie di piccoli pazienti lontane da casa. La Fondazione ha una soglia di Efficienza Gestionale tra le migliori d’Italia. Nell’ambito dei progetti di ricerca è stata costituita una start up la “Santobono Innovation srl” con unico socio la Fondazione che ha per oggetto, tra l’altro, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Tale società ha, tra l’altro, il compito di commercializzare, dopo aver sperimentato e realizzato, un esoscheletro stampato in 3D” al posto del tradizionale “gesso. Aggiungerei che è in corso l’iter presso il Ministero della Salute per la trasformazione dell’Azienda in IRCCS, utilizzando le notevoli professionalità esistenti in Azienda, proprio al fine di implementare notevolmente l’attività di ricerca captando ulteriori finanziamenti per tale pregevole attività.

Mi si consenta inoltre di aggiungere ulteriormente che il Recovery plan potrebbe essere una opportunità non solo per l’Italia, la Campania ma anche per la nostra Azienda per realizzare il sogno di una Azienda unica pediatrica, moderna, improntata sulla ricerca con la realizzazione di un nuovo Ospedale superando, quella che oggi è la maggiore criticità: la carenza di spazi e la presenza di più Presidi che non consentono ulteriori crescite dell’Azienda”.

Le iniziative dal punto di vista amministrativo?

“L’Azienda sta completando lo sforzo di procedere alla completa dematerializzazione di tutti i processi, amministrativi e sanitari, stiamo informatizzando tutto dopo aver realizzato una notevole infrastruttura di rete. Molti processi sono già ultimati come quello delle procedure per i pagamenti raggiugendo dei risultati eccellenti. I tempi di pagamento della nostra Azienda Ospedaliera sono i migliori nella Regione Campania, e quasi sicuramente tra i migliori d’Italia. Grazie ad un grande lavoro di squadra che ha visto coinvolti la quasi totalità del personale amministrativo e parte di quello sanitario ed in particolare del personale di farmacia e dei laboratori. Effettuiamo i pagamenti attraverso un processo completamente dematerializzato, senza vedere carte, gli atti necessari sono tutti disponibili telematicamente. La media dei nostri tempi di pagamento è all’incirca di 20 giorni, dato certificato dalla piattaforma della PCC del MEF, questo significa, che una fattura non appena ci viene trasmessa, mediamente entro 20 giorni viene ammessa al pagamento. Questo comporta economie di scala, risparmio e riduzione dei fenomeni corruttivi. Si sta procedendo alla informatizzazione degli atti amministrativi, tutti firmati digitalmente, delle procedure riguardati il personale dipendente, alla innovazione del sito web aziendale ed all’attivazione dei canali social, per la parte sanitaria all’utilizzo del cup regionale integrato con la contabilità, agli applicativi del pronto soccorso, a quelli dei laboratori con i referti firmati digitalmente, alla cartella clinica informatizzata, ecc. ecc. Il tutto integrato e con alimentazioni automatiche al cruscotto direzionale mediante datawarehouse, in corso di definizione, per un moderno approccio gestionale in questo momento in fase sperimentale ed integrato con il SIAC. L’informatizzazione e l’integrazione dei processi risulta indispensabile per ottimizzare i risultati per il management, per tutti gli operatori sanitari e soprattutto per i cittadini.

Altro obiettivo a cui si sta lavorando alacremente è quello di pervenire alla prima certificazione di bilancio per una azienda ospedaliera della Regione Campania attraverso la predisposizione e l’adozione delle procedure per la certificazione e il completamento delle integrazioni delle varie procedure informatiche con quella amministrativo contabile regionale, sperando in un celere adeguamento della stessa alle esigenze rappresentate.

Al momento si è provveduto a redigere il bilancio di esercizio dell’Azienda, ultimo quello del 2019 per la prima volta approvato dalla Regione dopo appena pochi mesi dalla sua adozione, con una informazione capillare e conforme a tutte le norme in materia contabile, che indubbiamente può costituire un modello di trasparenza e conoscenza della ns. Azienda. Ritengo importante, cosa poco conosciuta, che i manager del futuro debbano avere la consapevolezza, attraverso la conoscenza del bilancio di un’azienda del Servizio Sanitario, dell’impatto di qualsiasi scelta sugli equilibri economici, finanziari e patrimoniali dell’Azienda. Si provi ad immaginare il bilancio, e conseguentemente l’Azienda, come una scacchiera. La quasi totalità delle scelte di un manager hanno un impatto sul bilancio e pertanto è si potrebbe ipotizzare un approccio manageriale teso ad individuare una strategia finalizzata a dare scacco matto, non attaccando subito il re ma muovendo armonicamente e sinergicamente tutte le leve gestionali finalizzate a fornire maggiori e migliori servizi per i cittadini e nel contempo garantendo l’equilibrio dell’Azienda. Dalla mia esperienza ritengo che sussistono in tutte le aziende margini anche consistenti di miglioramento ed ottimizzazione delle risorse disponibili”.

Sulla Formazione?

“Uno degli obiettivi strategici dell’A.O.R.N.  è lo sviluppo di attività formative, di studio e ricerca scientifica per la promozione dell’alta specialità, nonché di progetti di collaborazione inter-aziendali per la sperimentazione di modelli assistenziali integrati ed innovativi. In questo contesto rientrano fra l’altro la partecipazione a linee progettuali finanziate dalla Regione Campania, il Polo didattico, le attività formative, di tirocinio per l’inserimento lavorativo (Garanzia Giovani), di aggiornamento professionale e di ricerca scientifica, anche mediante l’istituzione di reti di collaborazione e convenzioni”.

Può approfondire il tema dei Tirocini che vengono svolti?

“Oltre alle frequenze formalizzate per l’attività didattiche di Tirocinio con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, con l’Università degli Studi di Napoli “Federico II sono stati sottoscritti accordi anche con l’Università degli studi di Cagliari, con l’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro, con l’Università degli Studi Di Salerno, con l’Università Politecnica delle Marche e con l’Università degli studi di Milano. Naturalmente l’Azienda è sempre aperta a qualunque richiesta venga eseguita in tal senso dal mondo dell’Università”.

Il nuovo ed importante corso di Laurea che è un gioiello prezioso nel campo delle Università Italiane?

“L’Azienda è anche sede decentrata, proprio presso la nostra sede di Via Teresa Ravaschieri, del Corso di Laurea in Infermieristica pediatrica dell’Università di Napoli Federico II. Infatti, d’intesa con l’Ateneo, l’Azienda sviluppa le attività didattiche presso il proprio Polo Didattico, dotato delle più moderne tecnologie multimediali e di tirocinio clinico presso i presidi ospedalieri dell’Azienda. È una laurea ultra specialistica ed al momento con un alto tasso di occupazione dopo la laurea. Noi speriamo sempre che i migliori giovani formati presso la nsostra struttura possano presto lavorare con noi”.

Parlando invece dei vaccini?

Come tutte le altre Aziende abbiamo provveduto, come da istruzioni ricevute, a vaccinare tutto il personale dell’Azienda e coloro che per motivi di lavoro frequentano tutti i giorni l’azienda. Stiamo provvedendo a vaccinare anche pazienti trapiantati ed altri soggetti fragili con altra patologia (fenicheltonuria).

Parlando di Ricerca, da qualche mese al Santobono Pausilipon è stato utilizzato un farmaco salvavita…

Questo farmaco salvavita, Zolgensma, è nuovo prodotto per l’atrofia spinale di tipo 1 (SMA1).  È indicato per il trattamento nei primi 6 mesi di vita del bambino. Approvato dall’Aifa a metà novembre dello scorso anno e somministrato per la prima volta in Italia c/o la ns. azienda. Probabilmente è uno dei farmaci più costosi al mondo per oltre 2 milioni di euro, importo rideterminato da Aifa nel mese di marzo 2021 ad oltre 1,4 milioni di euro e pagabili in un quinquennio. Nei prossimi mesi somministreremo questo farmaco a diversi pazienti in lista di attesa”.

Direttore, come può funzionare meglio un Ospedale ed in particolare un Ospedale pediatrico?

“Un Ospedale per funzionare al meglio delle proprie possibilità, al di là di tutti quegli elementi fondamentali quali risorse umane, tecnologia, organizzazione, deve necessariamente avere un territorio che funzioni. Credo che il modello ideale, qualunque sia il nome che si voglia attribuire, è quello di creare delle strutture territoriali funzionanti H24 per sette giorni su sette, che devono diventare l’unico punto di riferimento dell’assistenza territoriale, al fine di ridurre gli accessi in pronto soccorso e più generalmente agli Ospedali,  assumere la responsabilità dei pazienti in dimissioni protette, promuovere programmi di prevenzione, e fornire assistenza sanitaria specifica per problemi ambulatoriali. Strutture con la presenza dei medici di medicina ambulatoriale, e degli specialisti ambulatoriali oltre che di altro personale sanitario. Forse è venuto anche il momento di ripensare al modello giuridico dei medici di medicina generale e degli specialisti ambulatoriali che dovrebbero far parte integrante del SSR non in convenzione ma quali dirigenti del SSR magari in ruoli distinti rispetto agli attuali dirigenti”.

Quale per Lei un elemento qualificante per il SSN?

“Nutro la legittima speranza che si possa concretizzare, quanto prima possibile, l’opportunità che qualsiasi cittadino di recarsi presso una struttura del SSN con il codice fiscale e/o la Tessera sanitaria e avere dal medico una prestazione fondata sulla conoscenza della sua intera storia clinica. La base di questa speranza è posta nel completamento dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente che è la banca dati nazionale che semplifica i servizi demografici per favorire la digitalizzazione e il miglioramento dei servizi a Cittadini, Imprese ed Enti. Mancano ad oggi solo 395 comuni di cui 95 della Regione Campania mentre sono già attivi 4.717 comuni. Il completamento dell’anagrafe è la condizione indispensabile per poter finalmente procedere alla realizzazione, su tutto il territorio nazionale, del fascicolo sanitario elettronico. L’innovazione tecnologica e la transizione digitale saranno le sfide strategiche nei prossimi anni non solo nella Pubblica amministrazione ma soprattutto nella sanità”.

Pubblicato da: Redazione AZS

Condividi questo servizio

Commenta questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *