Paraplegia, si muove velocemente la tecnologia


Grazie a 12 mesi di riabilitazione ultratecnologica – basata sull’utilizzo della realtà virtuale, di collegamenti tra cervello e computer, di esoscheletri – un gruppo di pazienti con grave paralisi è riuscito a recuperare parzialmente qualche funzione, dal tatto al senso del dolore, alla capacità di muovere volontariamente alcuni muscoli.

Lo studio pilota è stato condotto da un pioniere di queste tecnologie e ausili per paraplegici, Miguel Nicolelis della Duke University a Durham, North Carolina.
I pazienti, con paralisi grave, sono stati seguiti per 12 mesi con un programma di riabilitazione hi-tech basato sull’uso della realtà virtuale, per ‘mimare’ i movimenti del proprio avatar, l’uso di ‘armature’ (esoscheletri) robotiche per camminare, l’uso di interfaccia uomo-macchina per imparare a ‘modulare’ la propria attività cerebrale.

Dopo la riabilitazione tutti hanno mostrato un qualche recupero di funzione neurologica, dal tatto alla sensazione del piacere e anche una parziale capacità di movimento volontario di alcuni muscoli. Una speranza in più per molti paraplegici.

Pubblicato da: Redazione AZS

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