Salute al maschile: incontinenza urinaria


Si è svolto a Roma il workshop “Salute al maschile: qualità di vita dopo le cure”, promosso dal network Presa – Prevenzione e Salute per fare il punto sulla medicina di genere con particolare riferimento alla salute maschile nell’ambito dell’oncologia, dell’urologia e dei trattamenti innovativi.

Per l’occasione, il Prof. Francesco Saverio Mennini, Research Director EETHA del CEIS, Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata e Kingston University di Londra, ha reso noti alcuni dati dello studio “HTA e valutazione delle tecnologie sanitarie per l’incontinenza urinaria” spiegando che “l’utilizzo di device altamente innovativi come lo sfintere artificiale AMS800 per la cura dell’incontinenza urinaria maschile grave, post prostatectomia radicale per tumore prostatico, oltre a migliorare la salute del paziente, costituisce una scelta vantaggiosa dal punto di vista economico.” Infatti, prosegue Mennini: “in termini di spesa lo studio di impatto sul budget evidenzia come, grazie all’utilizzo di tale sfintere artificiale, considerato ‘Gold Standard’ a livello internazionale, si determina una riduzione dei costi complessivi pari a 1,5 milioni di euro dopo 5 anni. Tale risultato migliora la qualità di vita dei pazienti rispetto alla terapia conservativa attualmente utilizzata, grazie alla riduzione degli eventi avversi e con il raggiungimento dello stato di continenza totale.”

I dati analizzati fanno emergere l’esigenza di valutare attentamente, nell’ottica sia dei pazienti che del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), il ricorso a tecnologie già presenti sul mercato con comprovata efficacia al fine di renderle accessibili ai pazienti.

Tuttavia, riguardo la salute degli uomini, il tumore della prostata rappresenta una patologia dal forte impatto sociale, anche per le principali complicanze che spesso si sviluppano nei pazienti sottoposti a prostatectomia radicale, come l’incontinenza urinaria e la disfunzione erettile.

“Sono un paziente e vivo in prima persona il problema dell’incontinenza che è devastante e che, purtroppo, non mi permette di condurre una vita normale. Sono due anni che mancano i finanziamenti previsti nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA), concernenti il ‘patto per la salute’ che, inizialmente, prevedeva l’istituzione di una cabina di regia per l’avvio di un nuovo percorso diagnostico terapeutico. In realtà, nulla di tutto ciò si è concretizzato, per cui, noi pazienti, riscontriamo tutt’ora una mancanza di attenzione da parte delle Istituzioni che incide negativamente sulla dignità delle nostre vite.” Ha dichiarato Francesco Cav. Diomede, Presidente FINCOPP, Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico.

Per il Prof. Roberto Carone, Direttore della Struttura Complessa di Neuro-Urologia e del Dipartimento delle Mielolesioni, Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino: “Oggi, per quanto riguarda i tumori della prostata, la diagnosi è sempre più precoce e, nella maggior parte dei casi, il paziente guarisce riportando, però, gravi complicanze funzionali. Per questo, è necessario istituire una rete regionale di centri di riferimento per il trattamento dell’incontinenza urinaria che rendano le cure più omogenee da nord a sud Italia. L’obiettivo è la razionale distribuzione dei presidi chirurgici più complessi per migliorare, di fatto, la qualità della vita dei pazienti.”

Secondo Luca Coletto, Sottosegretario di Stato alla Salute, intervenuto al dibattito con un messaggio: “La salute è un bene fondamentale e per questo è riconosciuta come diritto sia per la donna sia per l’uomo. L’evento di oggi ci offre la possibilità di aprire un varco, dandoci l’occasione per confrontarci su temi delicati e importanti secondo un approccio scientifico, senza imbarazzo”.

Pubblicato da: Redazione AZS

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